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Economia
circolare è un termine che
definisce un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo
garantendo dunque anche la sua ecosostenibilità. In un'economia circolare i
flussi di materiali sono di due tipi: · quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, · e quelli
tecnici, destinati ad
essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera |
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L'accezione di economia circolare può essere
ricondotta a diverse correnti di pensiero; è difficile stabilire una data certa
o un autore particolare da cui ha avuto origine quest'idea, dal momento che il
fatto di trarre ispirazione dai processi biologici dei viventi è un modello di
pensiero risalente nel tempo. Le applicazioni pratiche ai sistemi economici
moderni ed ai processi industriali risalgono agli anni '70.
La promozione dell'economia circolare venne identificata come la
politica nazionale nel 11º piano quinquennale della Cina a partire dal 2006. L'economia circolare prende spunto dai meccanismi di
retroazione non lineari che contraddistinguono i sistemi viventi e assume che i
sistemi economici debbano funzionare come organismi in cui le sostanze
nutrienti sono elaborate e utilizzate, per poi essere reimmesse nel ciclo sia
biologico che tecnico. Da qui deriva il concetto ricorrente, nell'ambito
dell'economia circolare, di "ciclo chiuso" o “rigenerativo".
Come nozione generica trae da un certo numero di approcci più specifici, tra
cui Cradle to Cradle, biomimetica, ecologia industriale e economia blu. Il
concetto di economia circolare dovrebbe costituire un quadro di riferimento per
il pensiero, e i suoi sostenitori sostengono che sia un modello coerentemente
valido come risposta alla fine dell'era del petrolio a buon mercato e dei
materiali.
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L’Economia Circolare è
un’alleata strategica per affrontare la scarsità di risorse, il riscaldamento
globale e la gestione dei rifiuti. E' un nuovo sistema virtuoso
fondato su 5 pilastri. 1. ECO
PROGETTAZIONE - Progettare i prodotti pensando
fin da subito al loro impiego a fine vita, quindi con caratteristiche che ne
permetteranno lo smontaggio o la ristrutturazione. L’uso di input da riciclo
è un importante balzo in avanti nell’ottica di riduzione dell’impatto ambientale. 2. MODULARITÀ E
VERSATILITÀ - Dare priorità alla modularità,
versatilità e adattabilità del prodotto affinché il suo uso si possa adattare
al cambiamento delle condizioni esterne. In termini di progettazione e
manutenzione, questo criterio pone l’accento su un cambio di mentalità forte:
trasformare la riparazione di un prodotto da complicata ad agevole. 3. ENERGIE
RINNOVABILI - Affidarsi ad energie prodotte da fonti rinnovabili favorendo il
rapido abbandono del modello energetico fondato sulle fonti fossili. Diventa
così necessaria la transizione dal modello lineare ad un modello circolare,
che nella considerazione di tutte le fasi – dalla progettazione, alla
produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita – sappia cogliere
ogni opportunità di limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e di
minimizzare scarti e perdite, ponendo attenzione alla prevenzione delle
esternalità ambientali negative e alla realizzazione di nuovo valore sociale
e territoriale. 4. APPROCCIO
ECOSISTEMICO - Pensare in maniera olistica, avendo attenzione all’intero
sistema e considerando le relazioni causa-effetto tra le diverse componenti.
Ad esempio, la condivisione di un bene tra più utilizzatori rappresenta
un’opportunità di riduzione dei costi di accesso a tutta una serie di
prodotti e servizi, un’occasione di interazione e coesione sociale attraverso
l’utilizzo di piattaforme, ma anche una soluzione per aumentare l’utilizzo
dei beni e quindi ridurre il numero di quelli necessari. 5. RECUPERO DEI MATERIALI
- Favorire la sostituzione delle materie prime vergini con materie prime
seconde provenienti da filiere di recupero che ne conservino le qualità. Come
in natura, dove nulla viene sprecato e ogni scarto diventa elemento nutriente
di un altro organismo, lo stesso deve accadere nella produzione,
dall’agricoltura all’industria attraverso il riuso.. G.A. classe 3 G |



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